Partenze

2004

Ideazione e regia di Laura Sicignano

Testo di Laura Sicignano e Alessandra Vannucci

Prodotto per GENOVA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA 2004

Realizzato con il sostegno di COMITATO GENOVA 2004, PORTO PETROLI, AUTORITA’ PORTUALE DI GENOVA, FONDAZIONE CARIGE

Con il Patrocinio del Ministero per gli Italiani nel Mondo.

Consulenza storica Archivio di Scrittura popolare dell’Università di Genova

Con (in ordine di apparizione)
ROSINA Ilaria Pardini
ARRUOLATORE Massimo Cagnina
COMMISSARIO Paolo Benvenuto Vezzoso
ZIA ERMINIA Cecilia Vecchio
REGINA DI CUORI Sara Cianfriglia
BARTOLO Maurizio Sguotti
MARIA Stefania Maschio
OMERO Luca Giordana
DON GIUSTINO Matteo Chioatto
MANIN Alessandro Bandini
JONY PARODI Marco Pasquinucci
GINO Aldo Ottobrino
IL CAPOCOMICO Riccardo Croci
IL MEDICO Paolo Ricchi
LA MAJORETTE Ilaria Bonori

Ricerche drammaturgiche Alessandra Vannucci

Musiche originali Enzo Monteverde

Impianto scenico Emanuele Conte

Costumi ed elementi scenici di Neva Viale

Luci Piero Niego

Crediti

Genova è stata per gli emigranti di tutta Italia città di partenze verso nuovi paesi dove cercare fortuna. Alessandra Vannucci (coautrice del testo con Laura Sicignano) è andata alla ricerca delle tracce lasciate da questi viaggiatori di inizio secolo. Ha raccolto lettere, diari, ricordi tramandati di nonno in nipote visitando archivi e biblioteche, ma anche facendosi raccontare dalla gente le loro storie dello zio d’America. Questa ricerca ha portato alla luce frammenti, tessere di un grande mosaico della memoria che si ricostruisce evocativamente in uno spettacolo fatto di piccole grandi storie di persone vere. PARTENZE non è uno spettacolo sulla Storia, ma sulle storie, sulle vicende dei singoli, che vanno ad intrecciarsi in un grande sogno, quello che i viaggiatori rincorrevano, partendo. Il coraggio, la speranza e la disperazione, l’avventura, ricominciare da zero portandosi dietro una tradizione sradicata, le grandi fortune, i ritorni a casa, le lettere a chi è rimasto, chi ce l’ha fatta e chi non ce l’ha fatta. Quante storie diverse, quanti sentimenti contrastanti. Tra una parola in italiano e una in genovese si inseriscono forme fantasiose di inglese: la busta diventa “invelopa”, il caffè “coffee”. Anche i nomi dopo qualche tempo di vita americana subiscono buffe trasformazioni: Giovan Battistia, non è più Baciccia, ma Baby. E queste nuove parole, risuonano tra le canzoni antiche che attraversano il mare, i rumori della sala macchine, l’eco dei flutti in tempesta, i sospiri e il ritmico russare delle cabine di terza classe. Ma perché si va in America? Dell’America si ha un’immagine mitica: c’è chi va per fare fortuna, chi per fuggire la nera miseria o la leva. Ma c’è anche chi viene imbarcato a forza sulle navi, perché ai soggetti poco raccomandabili, alle “classi pericolose”, un po’ di dura vita di mare fa bene. Le navi sono scuola di vita, il viaggio è rito di passaggio per entrare nella vita adulta. A bordo ci sono tutte le classi sociali, dai contadini agli armatori, dagli avventurieri, ai ciarlatani girovaghi, dai vinai agli attori… E in una lussuosa cabina di prima classe, si cela Eleonora Duse, misteriosa diva inaccessibile, di cui tutti parlano e che nessuno può vedere, mitica, come l’America, dove anche la divina sta andando, in cerca di successo. Quante storie romanzesche accadute a gente semplice, a volte a bambini, costretti a diventare grandi durante la traversata. Ma non tutti riescono a raggiungere l’agognata meta e alcuni, molti, vengono risucchiati dalle onde in drammatici naufragi.

2006

Dal 24 giugno al 3 luglio 2006 a Genova il TEATRO CARGO ripropone PARTENZE, lo spettacolo che nel 2004 aveva ottenuto uno straordinario successo. Il pubblico parte al tramonto con il battello dall’Expo’ o da Pegli. Poi tutti sbarcano sul pontone gigante che ospita la gru MAESTRALE (altezza 84 metri, stazza oltre 2300 tonnellate): all’orizzonte il mare di Genova. Il pubblico viaggia insieme agli attori, ciascuno con la propria valigia. Gli spettatori si trovano a stretto contatto con gli attori, per rivivere l’eco di tante storie, forse anche un po’ inventate, in una collocazione inusuale, in un percorso suggestivo e poetico. Passato e futuro si saldano in questo viaggio nella memoria che ci traghetta verso un’immagine di Genova città moderna e industriale, ma carica di fascino e leggende.

Sinossi
Rassegna stampa
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