In Finale di partita, forse il capolavoro di Samuel Beckett, il mondo è finito, ma due uomini sono sopravvissuti. Hamm e Clov, rinchiusi nel loro piccolo mondo a parte, riproducono tutti i rapporti e i conflitti tra gli uomini.
Teatro Cargo
…io ho sentito i vecchi, quando parlavano dell’America dicevano che là i dollari li trovavano appesi alla piante, tanti dicevano che là li seminavano come da noi le patate … Saranno stati modi di dire, non so, ma da come lo dicevano qualcosa di vero ci sarà stato.
Due bambini in riva al mare. E’ primavera e l’acqua è ancora fredda. Giocano con le onde, con la sabbia, con i sassi. E improvvisamente appare una bellissima conchiglia. C’è nessuno dentro la conchiglia?
Gioco da uomo, conosco il mio quarto d’ora ed è impossibile che a lungo andare io non vinca...
Vergine Maria, ora che tutto è solo fumo e macerie, io ti dono questo ex voto d’argento per aver salvato la mia sposa. Io sono stato graziato, ma prego per le gente che vaga tra i sassi chiamando con alte grida i nomi dei famigliari che non si trovano più...
Il mondo è finito e non sappiamo neppure perché. Forse si è solo esaurito, collapsed: il mondo ha bevuto, bevuto, si è divertito e poi: coma etilico, si dibatte per qualche secondo e alla fine: crepato. Il corpone del mondo è collapsed.
Un piccolo omaggio alla vita della nobildonna senese (e genovese d’adozione) Anna Pieri, sposata con Anton Giulio Brignole Sale, ma anche al teatro di tradizione, che abbandoneremo per sempre, ma che ringraziamo di esistere quando si presenta nella sua forma migliore.
Lo spettacolo è liberamente ispirato ad una favola contenuta ne Il Pentamerone di Giambattista Basile, la celebre raccolta di fiabe, serbatoio inesauribile di spunti per tutte le fiabe scritte nei secoli successivi.
Lontanissimo dal noto cartone animato, lo spettacolo di Cargo è invece più fedele al celebre romanzo del premio Nobel Rudyard Kipling, di cui conserva l¹atmosfera misteriosa del mondo animale: una favola che supera il tempo e si rivolge ad un pubblico di ogni età.
Il Funambolo di Jean Genet è uno scritto non teatrale, una folgorante dichiarazione di poetica e d¹amore, attraversata da una fascinazione sinistra di lustrini caduti nella segatura della pista del circo.
Le Zie, figlie femmine di Luigi XV partorite alla ricerca dell'erede maschio, vengono presto dimenticate nel buio della storia. La loro tragicommedia rivive in una notte, in una prigione giacobina, parlando, parlando per esorcizzare la paura...
Che cosa aveva riportato dal suo viaggio? Niente, si potrebbe dire! Nient’altro che una giovane signora che, per quanto inverosimile ciò possa sembrare, lo rese il più felice degli uomini! In verità, non si farebbe, anche per molto meno di questo, il giro del mondo?